Marocco
Introduzione
Aggiornamento
Bibliografia
Miniguida
Come arrivare
Progetti
Gallerie foto
Racconti di viaggio
Ricette
Atelier cucina
Schede di approfondimento
Dizionarietto
      
Aggiornamenti - Marocco

Dal sito viaggiaresicuri.it del Ministero degli Esteri Italiano:

Pubblicato il 24.07.2015

"Gli attentati avvenuti in vari Paesi, suscettibili peraltro di verificarsi ormai ovunque, rendono consigliabile mantenere elevata la soglia di attenzione in considerazione del rischio anche in tutto il territorio marocchino, di atti terroristici che per loro natura sono difficilmente prevedibili ai danni di istituzioni o di luoghi e strutture frequentati anche da occidentali (compresi siti turistici). Le locali Autorità di sicurezza hanno ulteriormente elevato il livello di allerta a causa della minaccia terroristica nel Paese, anche alla luce dei recenti attentati verificatisi nella regione del Maghreb. Numerosi arresti sono stati in proposito effettuati in questi giorni.

In particolare, a fronte dell’innalzamento del livello di allerta terrorismo, si raccomanda di osservare estrema cautela nelle grandi città ad elevata presenza turistica come, tra le altre, Fez, Rabat, Marrakech, Casablanca e Salé.

Ai viaggiatori che percorrono itinerari transfrontalieri nel deserto si consiglia, prima di intraprendere il viaggio, di verificare l’effettiva apertura delle frontiere attraverso il proprio agente di viaggio.

Si raccomanda particolare attenzione e prudenza e di evitare i luoghi affollati. E’ altresì opportuno tenersi costantemente aggiornati sulla situazione di sicurezza nel Paese.

Si ribadisce pertanto l’opportunità di osservare particolare cautela, anche in considerazione della continuata attività nella regione del gruppo terrorista “Al Qaeda nel Maghreb Islamico”.

I Paesi vicini, in particolare la Mauritania e il Mali, hanno registrato negli ultimi anni un’intensificazione delle attività della predetta organizzazione terroristica anche con sequestri di occidentali. E’ pertanto del tutto sconsigliato intraprendere viaggi via terra dal Marocco verso la Mauritania e il Mali. Si raccomanda infine di limitare i viaggi allo stretto necessario nelle zone immediatamente a ridosso del confine meridionale con l’Algeria.

Va osservata, inoltre, particolare prudenza nella regione del Sahara Occidentale evitando viaggi non necessari, sia per il perdurare di controversie territoriali con il Fronte Polisario, sia perché possono ripetersi disordini, già avvenuti in passato, nel capoluogo di Laayoune o in altri città minori.

La frontiera meridionale tra Sahara Occidentale e Mauritania si caratterizza per la presenza di campi minati. L'attraversamento del confine va fatto solo lungo l'unico percorso segnalato. Vanno evitati anche i quartieri periferici e degradati di Casablanca e, in misura minore, i quartieri periferici e degradati delle altre grandi città dove sono possibili scippi e rapine.

Altra zona di cautela è quella delle regioni settentrionali, in particolare nella catena montuosa del Rif ove è estesa la coltivazione dell’hashish e dove piccoli spacciatori locali a volte avvicinano i turisti per indurli ad acquistare droga. Nell’intera zona è preferibile evitare di viaggiare isolati.
Continuano ad avere luogo manifestazioni in alcune città del Marocco in un clima pacifico, senza particolari problemi di ordine pubblico, salvo alcuni episodi di vandalismo. Poiché non è possibile escludere l’eventualità di ulteriori manifestazioni in futuro, è bene tenersi informati sulla situazione attraverso i mass media locali ed internazionali o il proprio agente di viaggio, evitando luoghi di assembramento o dimostrazioni di massa.
Si consiglia altresì di avere un comportamento rispettoso degli usi e della religione locali, specialmente durante il mese del Ramadan.


Avvertenze
- Si consiglia di registrare sempre i dati del viaggio che si intende effettuare nel sito DoveSiamoNelMondo
- Adottare particolare attenzione e evitare, nel limite del possibile, gli assembramenti, specialmente durante i fine settimana e dopo la preghiera del venerdì tenendosi costantemente aggiornati sulla situazione di sicurezza nel Paese.
- Evitare i trasporti pubblici extra-urbani, gli autobus e soprattutto i “grands taxis” (taxi collettivi a lunga percorrenza).
- Visitare le zone desertiche utilizzando esclusivamente fuoristrada (4x4), portando con sé una sufficiente scorta di acqua, di viveri e di carburante e facendosi sempre accompagnare da una guida affidabile ed esperta.
- Si raccomanda di allacciare sempre le cinture di sicurezza e di guidare con estrema prudenza, evitando le ore notturne sui tratti extraurbani. Il traffico locale può essere pericoloso e indisciplinato. Si registra, infatti, un elevato numero di incidenti mortali.
- Occorre adottare le normali misure di rispetto e di cautela quando si visita un Paese di cultura e religione diversa specialmente nel periodo del Ramadan. Durante il mese del Ramadan la qualità del servizio, anche nei migliori alberghi, può essere meno attenta in coincidenza dell'interruzione serale del digiuno; gli uffici ed i negozi seguono un orario di apertura ridotto.
- E’ vietato l'accesso nelle moschee ai non Musulmani, fatta eccezione per la grande moschea "Hassan II" di Casablanca.
- L’omosessualità è considerata reato, quindi perseguibile.
- In generale è opportuno evitare di recarsi in luoghi isolati (boschi, spiagge) soprattutto dopo il tramonto e di portare con sé oggetti di valore.


Normativa prevista per uso e/o spaccio di droga: è assolutamente da evitare l’acquisto ed il consumo di droga. Nel Nord del Paese (regione del Rif) sono diffusi la coltivazione ed il commercio di droghe leggere. La legislazione marocchina è particolarmente severa nei confronti di trafficanti e semplici possessori di hashish, anche di piccole quantità ad uso personale. Numerosi europei sono in carcere ogni anno per reati di droga, con sentenze da scontare anche pesanti. Non è raro che l’acquirente sia denunciato alla Polizia dallo stesso venditore.

Normativa prevista per abusi sessuali o violenze contro i minori: la legge locale punisce i rapporti sessuali extra-matrimoniali anche se tale disposizione viene raramente applicata. Gli alberghi – che non fanno alcuna difficoltà ad ospitare coppie europee non sposate – difficilmente accettano una coppia mista marocchino-europea senza certificato di matrimonio.

L’abuso su minori è generalmente punito con l'espulsione dello straniero e con la reclusione detentiva per i casi gravi. A seguito di recenti episodi di abuso su minori è cresciuta la pressione dell’opinione pubblica sulle autorità per una repressione più severa del c.d. “turismo sessuale”.

Va ricordato che coloro che commettono all’estero reati contro i minori (abusi sessuali, sfruttamento, prostituzione) vengono perseguiti al loro rientro in Italia sulla base delle leggi in vigore nel nostro Paese.

In caso di problemi con le autorità locali di Polizia (stato di fermo o arresto) si consiglia di informare l’Ambasciata o il Consolato italiano presente nel Paese per la necessaria assistenza."




Considerazioni:

I movimenti di protesta, che dal mese di gennaio del 2011 hanno interessato diversi paesi islamici (Tunisia, Egitto, Libia, Giordania, Yemen, Siria, Bahrein...), sono stati vissuti con forte interesse (e ammirazione, soprattutto per i Tunisini) da parte dei giovani marocchini e in generale da un po’ tutto il popolo. Le richieste di democrazia, libertà e diritti individuali, giustizia sociale, sviluppo economico sono, infatti, sentite in Marocco come in tutti questi altri paesi.


fonte: montrealarabic.com
Le manifestazioni del 20 febbraio 2011 e successive, promosse tramite internet dai giovani in tutte le principali città del paese (Movimento 20 febbraio, diffuso su Facebook), riguardavano quindi proprio questi temi, e la generale richiesta di riforme.

A differenza degli altri paesi, però, in Marocco la risposta del potere centrale nelle settimane successive è stata di apertura, dapprima parziale, poi quasi inaspettata; il re Mohamed VI il 9 marzo ha pronunciato un discorso, definito dai media marocchini come “epocale”, promettendo:

  • una nuova costituzione disegnata secondo il modello delle monarchie costituzionali europee (divisione dei poteri esecutivo, legislativo e giudiziario), conservando per il monarca il ruolo di simbolo dell’unità del paese, capo delle forze armate e capo religioso di tutti i credenti

  • un referendum per l’introduzione di questa nuova costituzione (il referendum ha avuto luogo nel fine settimana del 1-2-3 luglio, ha visto la partecipazione del 70% degli aventi diritto e ha vinto il SI con il 98% dei voti); elezioni politiche ed amministrative a fine novembre 2011 (in queste elezioni la partecipazione è stata intorno al 60% e ne è uscito vincente il partito islamico moderato, lo stesso che ha vinto le recenti elezioni in Tunisia e che è al potere anche in Turchia)

  • l’accelerazione del processo di “regionalizzazione” (aumento dei poteri e delle autonomie locali.. in pratica una spinta verso un sistema federale)

  • la parificazione tra lingua araba e lingua berbera (riconoscimento dell’amazighità, quale valore fondante della cultura marocchina; si ricorda che più della metà della popolazione è appunto berbera).
  • Questo vento di cambiamento si riscontra facilmente parlando soprattutto con le nuove generazioni più acculturate.

    In questo clima pacifico ma fervido di speranze, l’attentato del 28 Aprile 2011 a Marrakech si presta a diverse riflessioni.

    Innanzitutto ha colpito, causando 17 morti fra marocchini ed europei, il Ristorante Argana in Piazza Jemaa el Fna, Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità secondo l’UNESCO, simbolo gioioso della città più turistica del Marocco; ma è stato realizzato alle ore 11.50, un orario in cui sia la piazza che il ristorante sono semi vuoti: se fosse stato fatto al tramonto o di sera, il bilancio dei morti sarebbe stato ben più pesante!

    Una delle interpretazioni più diffuse fra la gente è che sia da ricollegare a una matrice interna: forse di estremismo islamico (che nel Maghreb ha perso visibilità politica proprio a causa dei movimenti di protesta giovanili degli ultimi mesi) o forse di opposizione al cambiamento da parte di qualcuno che nell’establishment vuole difendere i propri privilegi e le proprie rendite di potere.. O forse le due cose insieme!

    Il 6 maggio sono stati arrestati tre marocchini con l’accusa di essere gli esecutori materiali dell’attentato: Adel Outmani, un giovane di Safi, che ha raccontato alla polizia la dinamica dell’azione nei minimi dettagli, e due complici. Adel ha dichiarato di essere anti-occidentale ed in particolare anti-francese (nonostante suo padre sia emigrato in Francia e grazie a questo egli stesso abbia potuto aprire un’attività commerciale a Safi), e simpatizzante per Al Qaeda, ma subito dopo il suo arresto Al Qaeda stessa ha dichiarato la propria estraneità ai fatti.

    In ogni caso, dopo lo shock iniziale, la città ha ripreso in fretta la propria vita quotidiana, e la piazza, il souk e la medina fin dal giorno successivo sono sempre piene del solito via vai di marakchi (gli abitanti del luogo), turisti marocchini (specie nel fine settimana) e turisti europei, ma anche di altri continenti.

    L’associazione Maroc Culture il 29 maggio 2011 ha organizzato un concerto straordinario con numerosi artisti nazionali ed internazionali, coinvolti nel Festival Mawazine Ritmi del Mondo di Rabat, in omaggio alle vittime dell’attentato al Caffè Argana, per la pace e per la tolleranza, contro il terrorismo e il fanatismo estremo.