Marocco
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Comportamento in Marocco

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Il Marocco è un paese musulmano e, benchè non sia integralista,
è opportuno prestare attenzione al comportamento
in modo da non risultare offensivi per gli abitanti del posto.
Inoltre, va esercitata la consueta prudenza da applicare per ogni viaggio
verso destinazioni ove ci sia sensibile disparità economica tra il viaggiatori ed i locali.


abbigliamento mance
manifestazioni d'affetto in pubblico educazione
alcoolici foto / video
religione e ramadan accompagnatori nella medina
ospitalità in famiglia contrattazione
elemosina souvenir e specie protette

ABBIGLIAMENTO
Gli usi locali sono i più variegati, in tema di abbigliamento: nelle grandi città - Marrakech, Casablanca, Rabat - le ragazzine si vestono all'occidentale, mostrando ombelichi e spalle con disinvoltura; viceversa nei paesini, in zone rurali, in montagna, nei villaggi in prossimità del deserto, la tradizione è molto più viva.
Altro discorso va fatto su come venga portato il velo dalle donne: fino alla fine degli anni ’10 il velo copriva, quando presente, quasi esclusivamente il capo, e nelle città - ossia nelle zone a prevalenza araba - anche il collo; le donne tamazight (berbere), invece, hanno sempre avuto il capo coperto da un velo, ma non c’è alcuna differenza tra loro e la maggior parte delle contadine di tutto il mondo. Successivamente si è assistito ad una 'islamizzazione' anche nei costumi, processo che ultimamente sembra si stia attenuando: molte più donne con veli integrali, guanti e calze anche in piena estate.
Un’altra caratteristica dell’abbigliamento dei marocchini, sia uomini sia donne, è la scarsa propensione a cambiarsi d’abito a seconda della temperatura esterna: grazie alla jelaba, una veste intera, senza aperture, con un abbondante cappuccio, creano una protezione per il proprio corpo rispetto all’esterno, e aggiungere o togliere indumenti provoca una rottura di questo equilibrio (infatti ogni marocchino, quando veda un occidentale mettersi e togliersi continuamente una giacca o una maglia, lo avvertirà del rischio di prendersi la febbre!).
Infine, una considerazione sulla 'globalizzazione' della società marocchina: il boom di turismo a cui si è assistito in tutto il Marocco nella seconda metà degli anni ’10, ed i sempre più frequenti rientri - definitivi o per vacanza - degli emigrati dall’Europa, hanno mostrato ai marocchini che esistono stili molto differenti; certamente, non è facile accogliere questa molteplicità senza giudicarla secondo i propri parametri, ma per lo meno cominciano ad abituarsi ad altri stili di abbigliamento e comportamento.

Quindi, un viaggiatore occidentale responsabile come dovrà vestirsi in Marocco?
Nelle principali città potrà vestirsi come crede, tenendo sempre presente che un abbigliamento troppo vistoso lo esporrà più facilmente agli attacchi dei cacciatori di turisti (ma questo non è un effetto dell’abbigliamento bensì della disparità economica del viaggiatore rispetto al locale). In ogni caso, è sconsigliato alle viaggiatrici indossare abiti provocanti ovvero che lascino troppa pelle scoperta o troppo aderenti.
Nelle zone rurali sarebbe invece molto più auspicabile che il viaggiatore si adeguasse allo stile locale: meglio non utilizzare mai (donne e uomini) pantaloni molto corti, meglio indossare magliette o camicie che coprano le spalle piuttosto che canottiere (anche se sono tollerate: se indossate una canottiera è buona regola portarsi anche una camicia o un foulard, da mettere sulle spalle nel caso la situazione lo richieda), meglio non indossare pantaloni o gonne troppo aderenti. Stesso discorso per i trekking: se il viaggiatore desidera vestirsi con abbigliamento tecnico, sarà sufficiente che tenga a portata di mano un paio di pantaloni lunghi (o un pareo) da infilare sopra i calzoncini, in modo da poter entrare nel villaggio senza essere di disturbo alla cultura del posto.

MANIFESTAZIONI D'AFFETTO IN PUBBLICO
Un altro aspetto legato alla cultura musulmana è la quasi totale assenza di manifestazioni d'affetto tra uomo e donna in pubblico: due amici, uomini o donne, possono andare tranquillamente in giro per mano (se ne vedono molti, tra i marocchini, e non sono omosessuali) in segno di amicizia, ma vedrete raramente (a parte nelle città) una coppia abbracciata o perfino per mano, né tantomeno assisterete a baci o altre effusioni, anche se la coppia in questione è sposata. Questo è un atteggiamento molto diverso da quello a cui sono abituati gli occidentali, ma è bene ricordarselo perché, soprattutto per le persone anziane, è davvero scandaloso e offensivo che una coppia di turisti si scambi un bacio in pubblico.
Fate attenzione anche al modo di salutarvi che loro per primi propongono: una donna non dovrebbe mai tentare di abbracciare e baciare un amico marocchino, specialmente a portata di vista della moglie o di qualcuno che possa riferire; inoltre, un uomo non dovrebbe mai baciare una donna marocchina né in pubblico né in famiglia.
Nella maggior parte dei riad e maison d'hotes, non vengono accettate coppie miste (marocchino/a con europea/o) a meno che provviste di certificato di matrimonio.

ALCOOLICI
Nonostante sia proibito dalla religione, ed in parte anche dalla legge (i marocchini non possono consumare alcoolici in pubblico, pena la reclusione), il Marocco ha una consuetudine all'alcool decisamente libertina: moltissime persone (uomini e ragazzi, donne raramente) consumano alcoolici. Però gli alcoolici (ed i superalcoolici, non fa alcuna differenza che si tratti di una birra o della potente mahiya, grappa di fico d'india) vengono consumati quasi in segreto, cercando di non farsi vedere dalla moglie o dai vicini di casa.
Non è difficile reperire alcoolici: nei negozi e in alcuni supermercati non ne vendono, ma nei supermercati Carrefour, negli hotel di categoria superiore, ed in molti locali e ristoranti (anche nella città vecchia e non solo locali notturni) ne troverete. A Tangeri, ma anche ad Agadir ed in certe zone di Casablanca e Rabat, potrete chiedere una birra perfino al bar: nel caso di Tangeri la vicinanza con l'Europa gioca un ruolo fondamentale, Agadir è una città costruita a misura di turismo e di conseguenza sono i desideri dei turisti che impongono le regole, e la società di Casablanca e Rabat sta modernizzandosi e occidentalizzandosi molto rapidamente.
Se il viaggiatore non può fare a meno di bere alcoolici, sarà almeno necessario tener presente alcune buone norme. Ad esempio, se siete in compagnia di marocchini, non proponete voi per primi di bere alcoolici: non sapendo quale sia il livello di rispetto delle regole della religione dei vostri interlocutori rischiate di offenderli o quantomeno di metterli in imbarazzo. Cercate di procurarvi la bottiglia che desiderate ad un supermercato e poi consumatela con discrezione; se per ipotesi state cenando in una maison d’hotes chiedete al proprietario se potete consumarla, oppure fatelo in camera o in un posto dove non vi veda nessuno. Eccezione va fatta per la notte dell’ultimo dell’anno nel deserto: siccome i ragazzi della regione sanno che difficilmente un europeo si sottrarrà ad un brindisi alcoolico, compiono una specie di tour presso i vari bivacchi per scroccare un sorso, ed il risultato è che, siccome reggono poco, dopo qualche bivacco diventano molesti. Quindi il consiglio è.. di rimandare il brindisi di qualche giorno!

RELIGIONE E RAMADAN
La stragrande maggioranza della popolazione marocchina è di religione musulmana. Sebbene non fondamentalisti, sono piuttosto attenti a rispettare le regole imposte dalla religione. Le moschee hanno entrate distinte per uomini e donne. Un musulmano dovrebbe pregare alla moschea 5 volte al giorno, a partire dall'alba fino ad un'ora circa dopo il tramonto. Per ciascuna delle cinque preghiere il muezzin chiama i fedeli alla moschea invocando Allah Akhbar (Allah è il più grande) dal minareto. Il richiamo alla preghiera, che il viaggiatore sentirà in ogni angolo del paese, è un momento molto suggestivo: in città perché qualche piccola differenza di orario e di intonazione tra i vari muezzin crea un coro che si diffonde sopra tetti e paraboliche, in campagna per il fascino dell'isolamento e del contatto con la natura.
L'accesso alle moschee è proibito ai non musulmani, a parte nella moschea Hassan II di Casablanca.
Per un mese all'anno i musulmani osservano il rito del ramadan (dove ramadan è il nome stesso del mese): dall'alba al tramonto non possono mangiare, bere, fumare e compiere (o anche pensare) atti impuri (sessuali); formalmente, l'alba è definita come l'istante nel quale si comincia a riconoscere un filo bianco da un filo nero, mentre il tramonto è l'istante in cui si smette di distinguerli. Da un punto di vista pratico, i due istanti corrispondono rispettivamente alla prima ed alla quarta chiamata alla preghiera della giornata. Dal momento che l'anno islamico è lunare e quindi circa 11-13 giorni più corto dell’anno gregoriano, il mese del ramadan è anticipato di circa 11-13 giorni ogni anno.
Il mese del ramadan dovrebbe essere il periodo dell’anno in cui ogni musulmano approfondisce il proprio rapporto con il divino, attraverso preghiera e meditazione: in questo modo, non dovrebbe affatto sentire i bisogni della carne, ed è da questo che discende la pratica del digiuno diurno. D’altra parte, dal ramadan dovrebbero essere dispensati tutti coloro che devono lavorare, tutti i malati, le donne incinte, etc ma questo non viene rispettato, complice anche il fatto che esiste una legge che impedisce ai marocchini di mangiare o bere o fumare in pubblico durante il giorno.
Alcuni marocchini vi diranno che il ramadan fa bene alla salute: questo è effettivamente vero, ma non è dovuto al digiuno diurno (anche perché alla sera in molti compensano abbondantemente quello che non hanno mangiato di giorno) quanto piuttosto perché interrompono per tutto il mese di consumare alcoolici.

Un viaggiatore occidentale in Marocco durante il mese del ramadan può non rispettare la norma del digiuno, una norma che per religione non gli appartiene, però non mangiare, bere e fumare in pubblico durante le ore diurne è una buona norma di rispetto nei confronti dei musulmani che lo praticano, ed evita di indurli in tentazione. Inoltre va notato che la gente è più propensa al nervosismo (soprattutto i fumatori) e alla pigrizia, è un periodo decisamente particolare. Durante il giorno troverete pochissimi negozi aperti che vendano cibo, ma i ristoranti turistici continuano il loro servizio (sotto lo sguardo provato dei camerieri..). Al contrario, verso metà pomeriggio le strade sono invase da una moltitudine di persone ed i negozi aprono, in modo da dar tempo alle donne di comperare il cibo e prepararlo per lo ftor (colazione), la rottura quotidiana del digiuno, e la cena.
Condividere uno ftor con una famiglia locale è un’esperienza assolutamente da non perdere!

OSPITALITA' IN FAMIGLIA
I marocchini sono davvero estremamente ospitali!
L’invito a pranzo o almeno a prendere un tè alla menta vi arriverà da molte delle persone che incontrerete, e nella maggior parte dei casi è un’interessante e piacevole esperienza di vita locale.
Se siete ospiti in famiglia, è buona norma avere a disposizione una collanina, una penna, un foulard, qualcosa da poter lasciare alla famiglia stessa che vi ospita; se non avete niente, potete portare un pane di zucchero o una scatola di tè verde.
In una stanza il cui pavimento sia coperto di tappeti, toglietevi le scarpe prima di entrare: sui tappeti si cammina sempre a piedi scalzi, anche d'inverno. Fanno eccezione alcune strutture a vocazione quasi esclusivamente turistica dove sarete invitati a non togliere le scarpe dai proprietari stessi.

L'onnipresente tè alla menta vi verrà offerto ovunque: in qualunque casa o negozio entriate, aspettatevi che dopo aver scambiato due parole qualcuno vi proponga di bere insieme il tè: se potete non rifiutate, raramente può essere considerata un'offesa ma sicuramente una scarsa apertura verso le tradizioni locali. È bene ricordare che il tè alla menta (che chiamano whisky marocain) non è una bevanda ma un rito, che richiede i suoi tempi e che ha le sue regole: anche se siete in confidenza con chi vi sta offrendo il tè, non proponetevi mai di servirlo voi stessi (tra l'altro, se non siete abituati è tutt'altro che facile).
Per quanto riguarda la quantità di zucchero (che si mette nella teiera e non nei singoli bicchierini) tenete presente che i marocchini ne utilizzano una quantità spropositata: se lo desiderate senza o con poco zucchero ricordatevi di segnalarlo in anticipo.

Se poi l’invito è per mangiare un tajine insieme, cosa che vi potrebbe capitare appena entrate leggermente in confidenza con qualcuno (per "confidenza" si intende anche semplicemente se vi recate due giorni di fila nello stesso negozio), non rifiutate, vi perdereste un'occasione unica oltre che molto appetitosa! È sempre buona regola provare a compensare il servizio offerto, portando voi gli ingredienti del pasto se potete, oppure portando qualche regalino.. difficilmente accetteranno, ma di sicuro apprezzeranno.
Nel consumare un pasto insieme, ci sono alcune norme che è opportuno conoscere:

  • per bere e per mangiare si utilizza sempre e soltanto la mano destra, quella sinistra è considerata impura!
  • il buon appetito si traduce in due modi: bsah u raha (letteralmente buon pro ti faccia) rivolto ai commensali, e, rivolti a se stessi, bismillah (letteralmente nel nome di Allah, anche se in realtà alla parola bismillah riferita al cibo viene dato il significato che Allah mi dia il dono di mangiare solo e tutto quello che mi è indispensabile); sia bsah u raha sia bismillah vengono usate ogni volta che si intraprende un’attività, che sia mangiare, entrare in una casa, salire in macchina, recarsi all’hammam, etc
  • molto probabilmente prima del pasto vi verrà offerto di lavarvi le mani da una brocca: anche se le avete appena lavate, non è una cattiva idea rispettare il rito e passare l'asciugamano a colui che le laverà dopo di voi, e alla fine del giro dei commensali offrirsi di aiutare chi vi ha versato l'acqua
  • chi vi ha invitato, o la persona più autorevole del gruppetto, prima di cominciare a mangiare spezzerà le pagnotte tonde in pezzi che distribuirà ai presenti; quando avete finito il vostro, chiedetene ancora, non servitevi da soli; allo stesso modo questa persona è la prima autorizzata a servirsi della parte centrale del tajine o couscous (che sia manzo, pollo, montone o pesce)
  • normalmente si mangia da un piatto comune e senza posate, solo aiutandosi con un pezzo di pane: un detto locale recita che due famiglie che condividano il sale (ossia mangino dallo stesso piatto) non potranno mai litigare! certamente per chi non è abituato non è facile, soprattutto quando si cerca di spezzare con il pane un pezzo di carne, ma tenete presente che di solito nella porzione di tajine davanti all'ospite, soprattutto se straniero, vengono disposti piccoli bocconcini di carne pronti da mangiare
  • durante la condivisione di un piatto comune assicuratevi di consumare solo il cibo che sta nello spicchio di fronte a voi, senza invadere altre parti del piatto; anche se vi forniscono un piatto individuale (cosa che succede, soprattutto con gli stranieri), servitevi comunque dal tajine rispettando lo spicchio di fronte a voi.

    Ciò detto, va anche notato che i marocchini sono decisamente tolleranti sui riti del mangiare, soprattutto se stanno condividendo il pasto con occidentali. Questo non è un buon motivo per non cercare di rispettare le regole di cui sopra, farete un'ottima impressione ed entrerete più facilmente nello spirito del gruppetto che vi sta ospitando.

    ELEMOSINA
    Uno dei cinque precetti dell'Islam è dividere con chi ha meno: spesso capita di vedere marocchini che non hanno niente donare mezzo dirham a chi allunga la mano. Fa parte della cultura locale, ma il viaggiatore non musulmano non è tenuto a rispettare le stesse usanze: dovrebbe piuttosto adottare il medesimo comportamento che adotta quando è nel proprio paese.
    È poi assolutamente segno di buon senso NON DONARE NULLA AI BAMBINI, che siano soldi, caramelle, penne, o quant’altro possa essere richiesto: da una parte donare ad un bimbo significa esporlo al rischio che qualcuno dei suoi coetanei lo prenda di mira, e dall'altra è inutile e controproducente mostrare loro un modello per cui l’istruzione non è necessaria.

    MANCE
    La mancia è sempre benvenuta, ma dovrebbe essere la conseguenza di un servizio soddisfacente. Calcolate circa il 10% del servizio che vi è stato offerto: taxista che vi ha accompagnato per tutta la giornata in una gita fuori città, fermandosi ogni volta che volevate fare una foto; se se lo meritano, accompagnatore del trekking, cuochi e portatori; camerieri o chiunque vi mostri la strada nei souk senza necessariamente portarvi nel negozio dello zio erborista.

    EDUCAZIONE
    I marocchini non sono, in generale, educati, nella concezione che gli occidentali hanno abitualmente di questo termine. Se dovete salire su un treno, aspettatevi di vedere gruppi urlanti di persone che spingono per salire prima degli altri, incuranti del fatto che se non danno tempo e spazio ai viaggiatori che devono scendere dal treno non c'è alcuna possibilità di salire. Se dovete acquistare un pane o un mazzo di menta e il negozietto è affollato, o spingete almeno un po' o verrete serviti subito prima della chiusura. Nonostante molte volte questo atteggiamento dei marocchini possa risultare davvero fastidioso, non serve a nulla alterarsi: adeguatevi solo quel poco che serve per riuscire nell'impresa che state cercando di compiere.
    Una cosa a cui i marocchini sono particolarmente sensibili è l'urto per strada: sia che viaggiate a piedi sia che siate in bicicletta, prestate molta attenzione a non urtare nessuno.

    FOTO / VIDEO
    Per quanto riguarda fotografie e video, valgono le regole generali da rispettare ovunque nel mondo: chiedere sempre il permesso prima di fotografare qualcuno. In particolare, le donne, soprattutto se provengono dalla campagna o da piccole città, sono restie a mettersi di fronte ad un obiettivo. In relazione a questo, la macchina fotografica digitale è di grande aiuto: mostrare alla persona fotografata l'immagine appena scattata conferisce un senso di sicurezza e orgoglio e tantissime volte capita che a quel punto molte più persone diventino disponibili a farsi ritrarre, anzi che lo chiedano insistentemente. In caso di richiesta di pagare per fotografare, il suggerimento è di non pagare e non scattare.
    Un’altra considerazione: benché gli smartphone siano ormai diffusi anche in Marocco e molto utilizzati per scattare fotografie, la macchina fotografica allontana: tante volte si osserva un cambio di atteggiamento quando viene estratta la macchina dalla borsa.. non sarete più il gruppo di viandanti con cui il vecchietto sopra il mulo si intrattiene a chiacchierare, ma il gruppo di turisti con i quali inevitabilmente il rapporto può diventare di tipo commerciale! Cercate di stabilire un qualunque tipo di rapporto con la persona che desirereste fotografare, parlateci (anche a gesti, la lingua non è importante), sorridete, e sarà più probabile che quando gli chiederete una foto accetterà.
    Infine, come ovunque nel mondo, sono da evitare nelle proprie riprese gli obiettivi militari, strategici, e in generale qualunque cosa riguardi la polizia o l'esercito.

    ACCOMPAGNATORI NELLA MEDINA
    Per girare nelle medine, veri labirinti, il consiglio è quello di avvalersi di una guida ufficiale: considerato che, in quanto stranieri, sarete comunque approcciati da molte persone che vi offriranno i loro servigi, il consiglio è di scegliere la vostra guida e otterrete il duplice scopo di comprendere la storia, la cultura ed usi e costumi del quotidiano, e di sbarazzarvi di tutte le false guide. Da segnalare che la presenza della Polizia Turistica (un corpo di polizia istituito allo scopo di difendere il turista dagli attacchi delle false guide), particolarmente attiva a Marrakech, da una parte effettivamente ha contribuito a ridurre gli effetti spiacevoli di una troppo insistente caccia al turista, ma dall'altra rappresenta un reale rischio per i marocchini: per ovviare, si può richiedere in polizia una autorizzazione a girare per la città insieme.

    CONTRATTAZIONE
    In Marocco, e soprattutto a Marrakech, si contratta su tutto (o quasi): non alteratevi se vi rendete conto che vi stanno chiedendo un prezzo decuplicato rispetto a quello che siete riusciti a strappare nel negozio di fianco, è il loro stile di trattativa, e fa parte del gioco. Praticate la contrattazione prendendovi tutto il tempo che serve, accettando il tè alla menta che vi verrà sicuramente offerto, e inventandovi argomentazioni ed espedienti che prolunghino il più possibile la trattativa: otterrete sicuramente, alla fine, dei prezzi migliori (e non vi preoccupate, non manderete in rovina nessuno, anche se così cercheranno di farvi credere!) e, se la contrattazione è condotta dalle due parti in maniera scaltra e geniale, e possibilmente teatrale, alla fine sarete un po' più amici: in genere i negozianti marocchini apprezzano i viaggiatori che si impegnano nella contrattazione, anche se questo significa magari un extra guadagno leggermente più basso. Ricordate però che, durante la contrattazione, una volta che il negoziante accetta il prezzo che voi avete proposto, non potete né rifiutarvi di acquistare né abbassare ulteriormente il prezzo.
    Nel resto del Marocco in generale la contrattazione non è così spinta come a Marrakech, ma ovunque chi prova a vendere qualcosa ad un occidentale tenterà di gonfiare il prezzo.

    SOUVENIR E SPECIE PROTETTE
    Nei variopinti mercati nordafricani è spesso possibile trovare in vendita una vasta gamma di articoli ottenuti da parti di animali o piante selvatici (come per es. strumenti musicali e mantici per focolare in tartaruga e prodotti di pelle di rettile), o addirittura esemplari vivi: molti di questi souvenir, come pure gli esemplari vivi di testuggini, camaleonti o lucertole richiedono un certificato, mentre altri potrebbero essere del tutto vietati nel commercio internazionale (e, quindi, non importabili in Europa).
    Vi guidi sempre il buon senso: in caso di dubbio, evitate!
    In Djemaa el Fna a Marrakech, e in altre piazze di altre città marocchine, c’è la consuetudine ad esporre scimmiette al guinzaglio o poveri cobra rintontiti: lo scopo è invogliare il turista a scattare una foto e quindi costringerlo a pagare per lo scatto. Tenete presente che le scimmie che vedrete, trattate malissimo e ridicolizzate con collari catene e pannolini, appartengono ad una specie protetta, il macaco berbero, che vive allo stato selvatico nel Medio Atlas. Il consiglio è di boicottate la foto con la scimmia o con il serpente: se cadesse lo scopo di chi li espone potrebbe diminuire il fenomeno della cattura di questi animali.

    Segui i link per scaricare il documento del WWF sul tema dei souvenir, e quello di Traffic Europe sugli animali protetti in varie parti del mondo.