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Associazione Wifaq - Imouzzer Tichka


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Tipo di intervento: istruzione, agricoltura, sviluppo della donna, turismo responsabile



Il villaggio di Imouzzer Tichka si trova nell’Alto Atlas, a 1800 mt di altitudine, a metà strada tra Marrakech e Ouarzazate; vi abitano circa 500 persone.
Il paesaggio circostante è quello dell’alta montagna, con picchi scoscesi, verdi plateau per i pascoli estivi, pietraie e cascate. Il villaggio è immerso in una valle ricca d’acqua, e costruito attorno ad alberi secolari (noci di più di 400 anni) e meli, peschi, fichi.
L’economia locale è basata principalmente sull’allevamento di bestiame (bovini e ovini), sull’agricoltura (soprattutto mele e noci, ma anche pesche, orzo, mais, piselli, patate e carote) e sul commercio: molti abitanti del villaggio arrotondano i guadagni con piccole baracche sull’orlo dello spettacolare passo del Tichka, dove molti turisti sono invogliati a scendere dall’auto per catturare con lo sguardo la maestosità del paesaggio circostante: in queste baracche vendono di tutto, ma, come sulle altre strade di montagna del Marocco, specialmente pietre, minerali e fossili.



Progetti e partner dell’Associazione:
progetti in campo agricolo
progetti ambientali
infrastrutture e servizi
progetti in campo educativo
progetto turistico: La Maison de la Culture

La Maison des Femmes

Come raggiungere Imouzzer

Progetti e partner dell’Associazione

L’Associazione Wifaq per lo Sviluppo di Imouzzer è stata fondata nel 2002 ma è stata pienamente operativa con la presidenza di Mohamed Kachtoun, dal 2007 al 2020. In questi anni, ha realizzato, grazie anche alla collaborazione con associazioni belghe ed italiane, molti progetti in campo educativo, imprenditoriale ed agricolo.

Il ruolo delle associazioni locali per lo sviluppo dei villaggi, in Marocco, è importantissimo: il presidente dell’Associazione è l’interlocutore sia del caid, il funzionario nominato dal Ministero dell’Interno che presiede alle questioni giudiziarie, sia del presidente del Comune, collegio eletto dai cittadini con potere amministrativo, ma che di fatto delega all’Associazione sia il reperimento dei fondi sia la realizzazione delle opere pubbliche. A sua volta il presidente dell’Associazione convoca un’assemblea plenaria di tutto il villaggio ogni volta che si rende necessario discutere di opere a beneficio della collettività. Da questo si deduce che per un villaggio avere un buon presidente dell’Associazione locale per lo sviluppo è fondamentale.

PROGETTI IN CAMPO AGRICOLO

L’associazione belga Mabel du désert (MAroc BELgique) da circa 10 anni sostiene alcuni progetti nella regione, nei settori dell’istruzione, della salute, delle infrastrutture e dell’imprenditoria. La prima opera compiuta con finanziamento Mabel è stata la costruzione di un sistema di canalizzazione dell’acqua dalla sorgente dell’Oued Imouzzer fino al centro del paese: con un sistema di piccole dighe facilmente rimuovibili ciascun agricoltore può deviare, secondo turni stabiliti, l’acqua del canale principale verso i propri campi.
Normalmente l’acqua è sufficiente per l’agricoltura, ma nelle estati molto secche può verificarsi una carenza d’acqua che danneggia soprattutto i meli (la raccolta è a settembre): per questo motivo l’Associazione Wifaq ha progettato e realizzato due piccoli bacini di raccolta: il primo, a monte del villaggio, è stato inaugurato nel luglio 2009 e ha una capacità di circa 160 tonnellate; il secondo, leggermente più piccolo, è stato costruito nell’estate 2016 e sorge al centro del paese.

   

Il costo approssimativo di ciascun bacino è stato di 3000euro, ed i finanziamenti sono stati forniti da varie fonti: Babel Onlus, una associazione italiana che al villaggio ha anche organizzato diversi campi di lavoro per giovani italiani, i viaggi di turismo responsabile YALLAZ, e JAMMIN - Associazione di Creativa Cooperazione Internazionale (anch’essa italiana). Va detto che i finanziamenti hanno riguardato soltanto l’acquisto dei materiali ed il pagamento di un capo cantiere, mentre per quanto riguarda la manodopera è stata fornita in modo volontario da tutti gli abitanti del villaggio.

PROGETTI IN CAMPO AMBIENTALE

 
Uno dei problemi che il villaggio si è posto è quello della raccolta della spazzatura: sono stati costruiti infatti sei contenitori in cemento (e ne sono stati aggiunti in seguito altri due), in punti facilmente accessibili, dove le famiglie depositano la propria spazzatura, e poi quando il contenitore si riempie un incaricato dell’associazione brucia i rifiuti. Un passo avanti è già stato fatto, rispetto a quando la spazzatura veniva sistematicamente abbandonata nella natura, ma c’è ancora molto da fare per la creazione di una “cultura” ambientale a questo riguardo.
 

Oltre ai contenitori in cemento, ora al villaggio ci sono anche piccoli cestini dove depositare cartacce e altra spazzatura poco ingombrante.
Da qualche anno al villaggio hanno iniziato a piantare alberi, oltre ai sempre più numerosi meli e peschi, soprattutto pioppi - da utilizzare nella costruzione delle case e come legna da ardere - e noci: nella primavera del 2015 l’associazione ha acquistato e distribuito alle famiglie qualche decina di piccole piante di noce.

INFRASTRUTTURE E SERVIZI

Il progetto di distribuzione dell’acqua potabile nelle case è stato realizzato nel 2010 con finanziamenti soprattutto di Mabel du désert. L’acqua viene prelevata alla sorgente e trasportata in tubi fino ad una torretta sovrastante il paese: tutte le case del villaggio hanno l’acqua direttamente in casa. Sono stati anche messi in funzione dei contatori, grazie ai quali è possibile stabilire il consumo per famiglia e quindi chiedere il pagamento di una piccola somma (3dh per tonnellata), somma che viene corrisposta all’associazione, che si occupa anche della manutenzione.

   

Tra il 2010 ed il 2011 è stato progettato e costruito un ponte sul torrente Imouzzer che attraversa il villaggio: infatti alcune case private, così come LA MAISON DE LA CULTURE, sono state costruite sul lato ovest del torrente, e ogni inverno rischiavano l’isolamento quando il torrente stesso si ingrossa per le piogge. Il lavoro si è concluso nella primavera 2011; ora LA MAISON DE LA CULTURE è più facilmente accessibile in qualsiasi stagione e le ceste di prodotti agricoli (anche i campi coltivati sono per la maggior parte sul lato ovest) sono più agevolmente trasportate a dorso di mulo fino al villaggio.

Nell’autunno 2019 l’associazione Mabel du désert ha organizzato, con la collaborazione di 9 medici marocchini e belgi volontari, una caravane médicale al villaggio di Imouzzer: sono state visitate circa 800 persone, soprattutto donne e bambini, e sono stati rilevati soprattutto problemi oftalmici e di tiroide ingrossata. Dove è stato possibile, sono intervenuti sul posto, in altri casi hanno fornito medicinali e consigli. Guarda il servizio trasmesso dal notiziario della televisione marocchina 2M.

PROGETTI IN CAMPO EDUCATIVO

In Marocco il sistema scolastico - gratuito - va dal primo anno della scuola primaria fino all’università compresa, ma non è prevista la scuola materna; di conseguenza, gli asili sono normalmente costruiti e mantenuti dalle associazioni locali. Anche ad Imouzzer è successo così: Mabel du désert ha finanziato la costruzione dell’asilo, e si è incaricata anche del pagamento del salario dell’insegnante; Babel Onlus e Jammin hanno organizzato, in diverse estati, campi di lavoro per giovani italiani anche con la finalità di mantenere scuola e asilo (rifacimento tetto, pittura), oltre all’animazione per i bambini.

Inoltre, Mabel du désert, insieme all’Haute Ecole de la Ville de Liège, ha organizzato alcuni stage di pedagogia per studenti europei del Dipartimento di Pedagogia della scuola stessa.


Nel 2014 l’Associazione ha deciso di avviare un corso di alfabetizzazione per le donne del villaggio, della durata di tre anni, nei locali della scuola materna, pagando anche l’insegnante. La risposta della popolazione femminile è stata entusiastica, e ad oggi la maggior parte delle donne che hanno seguito e stanno seguendo i corsi possono leggere e scrivere.

PROGETTO TURISTICO

Nel 2005 l’Associazione Wifaq ha costruito, interamente in pietra rispettando l’architettura tradizionale del villaggio, un rifugio di montagna, LA MAISON DE LA CULTURE. Il rifugio è stato aperto per ospitare i viaggiatori, e le donne del villaggio sono state sempre coinvolte, a turno, per preparare i pasti e le colazioni.
LA MAISON DE LA CULTURE è stata costruita su un terreno di proprietà del villaggio, ed il denaro che derivava dall’accoglienza ai viaggiatori veniva utilizzato in parte per la gestione della casa stessa ed in parte reinvestito in progetti di sviluppo. L’associazione Babel Onlus ed i viaggiatori responsabili YALLAZ hanno sostenuto economicamente una parte dei lavori di ristrutturazione e messa a norma: LA MAISON DE LA CULTURE è stata ufficializzata come “gite rurale” nel giugno 2014.


La Maison des Femmes

Le donne, grazie ai corsi di alfabetizzazione tenuti per loro, hanno profondamente cambiato la loro consapevolezza, e hanno cominciato a chiedere che venga creato uno spazio dedicato a loro, La Maison des Femmes, dove avviare attivita’ generatrici di reddito: tessitura dei tappeti, produzione di marmellate, composte e succhi di frutta, produzione di miele, il tutto allo scopo di avere dei prodotti da vendere ai viaggiatori di passaggio, anche tramite i negozietti che si trovano sulla strada del passo del Tichka.
La maison, che sorge in prossimità della scuola elementare del villaggio, quindi lungo la pista che dalla nazionale porta ad Imouzzer, consta di due piani: in basso un grande garage per conservare le mele, ed al primo piano i locali per le donne, ossia un laboratorio, una cucina, i servizi ed uno spazio espositivo. Per quanto riguarda la conservazione delle mele, questo permetterà ai frutticoltori di conservare i propri frutti fino alla bassa stagione, quando il prezzo raddoppia rispetto alla stagione della raccolta. Ogni agricoltore pagherà un affitto di una certa cubatura di garage all’Associazione, che si occuperà della manutenzione.


I lavori per la costruzione della casa, complessivi 10.000EUR, sono iniziati nella primavera 2017 e l’inaugurazione del centro è avvenuta nel 2021, con la costituzione di una Cooperativa Tessile Femminile responsabile della Maison.
Del costo totale, 4.000EUR sono stati versati da donatori privati e 3.000EUR da viaggi di turismo responsabile YALLAZ; l’associazione si è impegnata a coprire i restanti 3.000EUR; inoltre l’Initiative Nationale pour le Développement Humain (ente marocchino per lo sviluppo) ha fornito i materiali necessari alle donne: telai per tessere, le arnie, le stoviglie da cucina.



Come raggiungere il villaggio di Imouzzer

In auto:
provenendo da Marrakech sulla strada Marrakech - Ouarzazate che passa per il Tizin’Tichka, circa 500mt dopo il villaggio di Taddert2 (su google.maps come Taddart Oufella), sulla destra c’è una interruzione del guardrail, un cartello che indica Imouzzer, e da qui comincia una stradina sterrata, subito in discesa, che dopo circa 2km finisce al villaggio; attenzione, la sterrata è stretta, nel caso si incontri un (raro) veicolo in senso opposto probabilmente uno dei due dovrà fare retromarcia, e in ogni caso è necessario procedere molto lentamente!
tempo previsto da Marrakech: 2h

In autobus:
da Marrakech prendere, dalla Gare Routiere di Bab Doukkala, un autobus diretto a Ouarzazate e scendere a Taddert2 (normalmente i bus fanno sosta qui per mangiare); chiamare Mohamed per accordarsi sul trasporto fino al villaggio (si può anche andare a piedi in circa 30min)
tempo previsto da Marrakech: 2h fino a Taddert2 più lo spostamento a Imouzzer

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per il dettaglio della regione



Ultimo aggiornamento: 2022-07-31

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