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Una scuola coranica a Marrakech
testo e foto: Mara Pace
pubblicato: Terre di Mezzo, maggio 2010, rubrica viaggiatori viaggianti


Marrakech, Essaouira, Smimou: in tour
tra i profumi, i suoni e le suggestioni
dei mille e un Marocco.



L’inglese in Marocco non vi servirà. E se non conoscete né l’arabo né il francese, non vi resta che affidarvi al consiglio del premio Nobel Elias Canetti: dimenticarvi delle lingue e andare in cerca delle “voci di Marrakech”, le stesse che lo scrittore bulgaro ha raccolto nel suo diario di viaggio.

Vagare in un labirinto di stoffe e babbucce senza dizionario, lasciandosi catturare dalle grida dei venditori o cercando di afferrare i bisbigli delle donne che portano il pane ai forni pubblici, è senza dubbio un’esperienza affascinante, anche se trovare qualcuno che sappia l’italiano non è poi tanto difficile. Hassan, una guida locale di turismo responsabile che fa parte del progetto Yalla (vedi box), lo parla come se avesse vissuto per anni nel nostro Paese. E invece ci è stato soltanto una volta: “Ora vorrei studiare il cinese -spiega-. I nuovi turisti arrivano da lì, oppure dalla Russia”. Laureato in legge, per trovare lavoro ha dovuto superare l’esame professionale e ottenere la licenza di guida turistica, e ormai da cinque anni accompagna i viaggiatori per scuole coraniche e tombe saadite, o tra le piante grasse dei giardini Majorelle, attraversando la misteriosa geografia del suk come solo un abitante del posto sa fare.


Taarabt Rachmain, direttrice della cooperativa Tamounte
La sera, prima di una cena a base di couscous e sardine in piazza Djemaa El-fna (la place per gli autoctoni), cuore pulsante di Marrakech, il mondo maschile e quello femminile si dividono per rifugiarsi nei bagni pubblici, portando con sé soltanto sapone nero, secchio, tappetino e guanto ruvido. Affidarsi alle donne, o agli uomini, dell’hammam vuol dire rinunciare per circa un’ora alla piena sovranità sul proprio corpo. Bisogna lasciarsi strofinare, insaponare, sciacquare, e quando alla fine si riprende possesso di se stessi, lo si fa con una sorta di stupore, ormai trasformati in tasselli di un rito collettivo che rinsalda i legami e rigenera dalle fatiche del giorno.

Il vapore dei bagni non si abbandona volentieri, e ancora meno volentieri si lascia la notte di Marrakech, anche se il programma prevede di partire all’alba a bordo di un autobus con le sospensioni arrugginite, poco indicato per chi voglia recuperare il sonno. La meta del viaggio merita però la fatica. Essaouira, la “città dei venti” affacciata sull’Atlantico, il cui nucleo storico della seconda metà del Settecento (progettato da un francese su richiesta del sultano locale) è stato incluso nel Patrimonio mondiale dell’Unesco, è un centro vivo e ospitale, dove ogni anno si tiene un importante festival di musica gnawa.

Le cucine del mercato del pesce di Essaouira
Una tradizione, questa, che arriva dall’Africa centrale ed è legata ad antichi rituali, ma che ha saputo contaminare le proprie sonorità ipnotiche, le tonalità basse del guambrì (uno strumento a corde) e il ritmo delle nacchere di metallo con influenze più contemporanee, tanto da essere apprezzata anche dalle nuove generazioni.

Essaouira è un posto perfetto per ascoltare musica, ma anche per mangiare pesce. La cosa migliore è farselo cucinare direttamente nei forni a gas che si nascondono dietro i banchi del mercato. E poi, dopo una passeggiata fino al porto, ripartire a bordo di un piccolo autobus per raggiungere, 37 km a Sud di Essaouira, l’elegante riad “Tifaouine”: una casa tradizionale marocchina a due passi da una spiaggia oceanica, dove ad accogliere i viaggiatori ci sono Mohammed Boudarqa, noto scultore locale sposato con una francese, e sua sorella Zara.

Yalla, e le guide son locali
Il progetto Yalla nasce cinque anni fa da un’idea di Monica Lobetti Bodoni, italiana chevive a Marrakech e che ha voluto creare una rete di accompagnatori di turismo responsabile per aiutare i giovani a intraprendere la professione nonostante le difficoltà legate alla procedura per diventare guida ufficiale. Ai viaggiatori, queste guide offrono entusiasmo e un’approfondita conoscenza delle zone in cui lavorano. Per contattare un accompagnatore della rete Yalla (dai 30 ai 40 euro al giorno + rimborsi), basta inviare una mail a info@djemme.com.

I paesaggi semidesertici di queste regioni hanno attirato molti produttori cinematografici statunitensi, che hanno poi coinvolto nella lavorazione dei loro film anche la gente del posto. Lo stesso Hussine, la guida che accompagna gli ospiti del riad nei dintorni, ha vestito i panni di una guardia imperiale nel colossal di Oliver Stone, “Alexander”. “Un pomeriggio sono rientrato in anticipo dal set -racconta-. A casa mi hanno chiesto perché, e quando ho risposto che era morto il re, si è scatenato il panico!”.



come arrivare
Si possono trovare voli economici per Marrakech con easyJet o Ryanair apartire da 70 euro (andata e ritorno). Dall’aeroporto c’è un autobus che porta direttamente in centro, per 2,60 euro (a/r), ma è possibile anche prendere un taxi e cavarsela con circa15 euro fino a piazza Djemaa El-fna. Per l’escursione alla città di essaouira, in pullman, bastano appena 6 euro.
Dire che il re è morto, in Marocco, non è affatto uno scherzo. Il sovrano non è soltanto una figura tradizionale, ma il centro della vita sociale e politica del Paese. Hussine si è affrettato quindi a chiarire che “era solo il protagonista del film”. Al ricordo ride ancora, mentre in cima alla salita appare il profilo bianco del riad, dove Zara attende i turisti con una tajine di terracotta fumante. La conversazione prosegue a tavola, con i padroni di casa e altri ospiti di passaggio. Come Dick Annegarn, cantautore olandese arrivato fino a qui per registrare la musica tradizionale marocchina. “Ritmi e melodie sono conservati soltanto nella memoria della gente -dice, imbracciando la chitarra-, ma rappresentano un patrimonio per tutti i musicisti”.

Al mattino, dopo una breve visita tra le sculture in legno di thuja nell’atelier di Mohammed, si riparte su un affollato taxi collettivo per il villaggio di Smimou, dove si trova la nuova sede della cooperativa agricola femminile Tamounte (cooperative.tamounte@gmail.com), specializzata dal 2003 nell’estrazione di olio d’argan. Un ingrediente essenziale della cucina berbera, ricavato dalle bacche di piante che crescono solo qui: una foresta naturale di circa 20 milioni di alberi tutelata dall’Unesco per contrastare l’avanzata del deserto.

Nel cortile della cooperativa, a dare il benvenuto ai visitatori, la direttrice Taarabt, un concentrato di energia e allegria. Tra una tè alla menta e una fetta di pane e crema amlou, Taarabt racconta di essere stata anche a Torino per “Terra Madre”, un progetto creato da Slow Food per unire le comunità del cibo di tutto il mondo. E quella di Tamounte è proprio una piccola comunità: una trentina di donne -quasi tutte dello stesso villaggio- si ritrovano qui per lavorare le noci d’argan essiccate e ricavarne olio e prodotti cosmetici.

Lasciando la cooperativa, dove le lavoratrici hanno aperto un nido e un’aula scolastica per i figli, si ha l’impressione di aver visitato un caso esemplare di sviluppo locale. Un’impressione fondata che, insieme al sapore di nocciole tostate, accompagna fino alla stazione di Essaouira, dove ad attendere i turisti ci sono i bus in partenza per Marrakech.

compagni di viaggio


La colonna sonora

Quale sottofondo migliore della musica gnawa per accompagnare un viaggio che va dai suk di Marrakech al porto di Essaouira? Legato ad antichi rituali simili al voodoo haitiano e ritornato in auge negli anni Settanta, questo genere può essere associatoad altre tradizioni musicali della diaspora africana, come il reggae. Tra le formazioni contemporanee più famose, gli algerini Gnawa Diffusion e i locali nasse el-Ghiwane.

Il libro

Scritti dopo un soggiorno in Marocco nel 1954, gli splendidi racconti di viaggio del premio nobel Elias Canetti (1905-1994) sono una lettura essenziale prima di decollare per Marrakech. nonostante il tempo trascorso, questa raccolta riesce infatti a rappresentare la città con lo sguardo disorientato del visitatore esterno, in cui è facile riconoscersi, ma anche con l’empatia di un cittadino del mondo che sa appropriarsi di ogni luogo in cui si trova.

Elias Canetti
Le voci di Marrakech
Adelphi
126 pagine - 9,00 euro

Esibizione al Festival di musica gnawa
(Max Bienati)

turisti non per caso

In occasione del Festival di musica gnawa di Essaouira, Lo spirito del pianeta viaggi organizza un tour di sei giorni e cinque notti (quest’anno previsto per il 23 - 28 giugno, massimo 12 persone). Il prezzo, voli esclusi, dipende dal numero dei partecipanti e può variare da 550 a 750 euro. Per saperne di più, visitate il loro sito: lospiritodelpianetaviaggi.org.
Organizza viaggi a Marrakech ed Essaouira anche Planet viaggi (www.planetviaggi.it): nove giorni a partire da 950 euro volo incluso (partenze: 29 maggio e 31 luglio).
Da vedere, le concerie di Taroudannt.



Ultimo aggiornamento: 2010-11-21

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